Come dicevo, in scemocrazia gli imbecilli comandano e prosperano

Toglie le sterpaglie dal terreno. Agricoltore dell’Isola del Giglio rischia il carcere

  • monrefuge

    Su questo sono d’accordo, ma allora che faccio? Hai idea di quanti rifiuti mi arrivano sui campi tramite i fossi irrigui? Raccolgo il pattume e poi sto pure a fare la differenziata altrimenti non mi ritirano i sacchi? Almeno il fuoco elimina tutto, anche se con effetti collaterali nocivi.

    • enrica

      Hai dei figli, dei nipoti? Beh…loro si respirano i fumi…poi vedi tu…

      • monrefuge

        Posso fare la verginella come vuoi tu, peccato che a 10 metri da me ci sia un grande campo dove regolarmente (giusto ieri) vengono sparsi i fanghi di risulta dei depuratori delle acque nere. La puzza te la puoi immaginare, ma non ciò che è contenuto in quelle sostanze che dovrebbero essere fertili.
        E le falde acquifere ringraziano, senza contare le discariche di cui è saturo il territorio. Però IO non devo bruciare le sterpaglie….

        • enrica

          allora: anche io vivo in campagna, hanno appena concimato coi liquami delle stalle tutti i campi intorno, non avendo piovuto, e non avendo intenzione di piovere a breve, anche qui l’aria e’ piuttosto ammorbata e lo sara’ per molto…
          pero’, se c’e’ una cosa che ho imparato, io cittadina, da mio marito, proveniente da una lunga dinastia di contadini, la c..ca puzza ma non fa male, mentre cio’ che fa davvero male all’ambiente e quindi anche a noi sono i fumi industriali non filtrati, e la combustione di materie plastiche, sprigionanti tra l’altro diossina ( seveso, ricordi?) piu’ tutta una serie di sostanze che non sto ad enumerare perche’ non le ricordo nemmeno.
          La risulta dei depuratori, non dovrebbe contenere sostanze chimiche sintetiche, ma solo sostanze biologiche che si sciolgono nel terreno lasciando sostanze che lo arricchiscono…non so se nelle acque nere vicino a te vi siano state versate anche cose che non dovrebbero esserci…( questo dovrebbe essere controllato dalle autorita’ competenti) ma se tutto e’ come dovrebbe essere, i liquami puzzano, ma non sono dannosi..
          al massimo se cadono nelle acque dei fossati possono dare luogo all’eutrofizzazione..cioe’ ad un abnorme aumento di vegetazione, che andrebbe regolata, perche’ alla fine porta via ossigeno all’acqua…ma niente che nuocia alla salute…
          quindi non hai scuse: se bruci la plastica…alla fine la respiri tu, ma anche chi ti sta intorno…affetti compresi…;-)

          • monrefuge

            ok, non rimane che assuefarci a vivere in mezzo ai rifiuti per non sprigionare tossicità, ossia spargiamo pure rifiuti su tutto il territorio e aspettiamo che la natura ponga rimedio in qualche modo.

  • fabio

    Buongiorno Enrica. Non ti preoccupare puoi rispondermi quando vuoi. Purtroppo il quadro che ne viene fuori è desolante e riporta di moda la famosa frase dei tempi post risorgimentali: “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”…..non ci siamo ancora riusciti…A presto e un saluto.

  • oly64

    Qualcosa non mi quadra nella narrazione: il professore che compra un pezzo di terreno facente parte di un parco e che lo adibisce a coltivazione già mi crea dei sospetti. In ogni caso, con tutto il buon senso che sarebbe auspicabile quando si applicano delle norme giuridiche, una persona che abita da anni dentro o vicino un parco naturale, sa benissimo che non vi si può raccogliere e asportare nulla, né fiori, né frutti, né funghi, nulla! Lo so pure io che non ho alcun parco vicino, figurarsi se non lo sa il sig. Carfagna. Detto questo, rispetto a reati ben peggiori, trovo l’entità dell’ammende e il risvolto penale piuttosto severo, quasi illogico.

    • enrica

      Che sappia io certi parchi sono pure coltivati, ci sono allevamenti, gente che abita fattorie. Credo che vi sia un qualche vincolo, ma la vita degli agricoltori è possibile, anzi auspicabile. Il bosco, per esempio, va pulito dal sottobosco, altrimenti ne soffre. Chi meglio degli abitanti, magari da lunga data, in prossimità di quel bosco, lo può fare meglio e con rispetto?

      • oly64

        SI, ne conosco anch’io, ma risalgono tutti a diritti acquisiti prima della dichiarazione della zona a ‘parco protetto’. Molto difficilmente riesci oggi ad acquisirne una parte, sostenendo che vuoi coltivare lamponi o patate… 😉

        • enrica

          Credo anche che vi sia da fare una distinzione tra parchi naturali e riserve naturali. Nelle seconde, sorte per preservare in toto un bene prezioso di flora o di. fauna a rischio, credo non si possa toccare nemmeno un filo d’erba. Che il caso citato rientrasse più nella definizione di riserva, che di parco? So che la legislazione è piuttosto complessa ed in divenire, anche per uniformarsi alle direttive europee.

    • monrefuge

      magari lo possedeva prima che il territorio fosse dichiarato sacro.

      • oly64

        Si, o lo ha acquistato da uno che già aveva quel diritto. Non è quello comunque il punto, ma piuttosto che lui avrebbe dovuto conoscere le regole del parco e dei parchi in generale. Nell’articolo si sottolinea che nei parchi non si potrebbero strappare nemmeno le erbacce, ma all’inizio si parla di ‘mirti e lentischi’ che il Carfagna averebbe tolto dai terreni per pulirli. Se pensi che non ti lasciano nemmeno raccogliere le bacche del mirto, figurati se estirpi le piante!

        • monrefuge

          vero, in scemocrazia. Forse non sai che in Lombardia non si possono bruciare le sterpaglie; per pulire le “rive” devi segare i roveti e le erbacce, raccoglierli e portarli all’isola ecologica. Se non hai un carro cazzi tuoi.
          In pochi anni le scarpate stradali, i confini degli appezzamenti sono diventati impenetrabili se non con le ruspe. L’idiozia e l’incompetenza hanno vinto.

  • fabio

    Ha detto bene Enrica (che non conosco e saluto) qui sotto: il buonsenso….Quella cosa che non esiste più in Italia. Forse l’establishment preferisce che ai cumuli di sterpaglieglie venga dato fuoco di notte, così come fanno in alcune parti d’Italia quando anche i cumuli di monnezza cominciano a lambire i primi piani delle palazzine. La solerte “Forestale” o chi per essa visto che ormai non esiste più per decreto, venga a farsi un giro a Fiumata ridente oasi di verde alle sorgenti del fiume Aniene e immersa e inserita nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, quindi tutelata per legge. L’estate nel mese di agosto viene invasa da orde di barbari che ci fanno dentro veri e propri accampamenti con tanto di bombole del gas e gruppi elettrogeni,sporcando e defecando ovunque. Non vedi nè Forestale, ne Carabinieri. Motivo? I barbari sono tanti, sono delinquenti e fanno paura. Forse l’imprenditore del Giglio dovrebbe prenderseli in società…..

  • enrica

    In un paese che deturpa monumenti e paesaggi, senza scrupolo alcuno, la legge tenta di arginare il comportamento criminale. Come sempre, la sua rigidità può causare effetti distorti, come forse in questo caso. Forse occorrerebbe una più attenta valutazione dello specifico caso: se il terreno era abbandonato, non era selvaggio, bensì rinselvatichito. Quindi un tempo era stato curato, quindi non si tratta di distruzione di habitat particolare….
    Un po’ di buon senso a volte fa miracoli….

  • monrefuge

    La stupidità in “atto pubblico” deve essere punita con la morte. Se un medico sbaglia per incompetenza fa la fine della gazzella circondata da un branco di licaoni, ma gli ineffabili idioti che legiferano alla testa di cazzo non pagano mai i danni che provocano. Questa è la scemocrazia.

    • Il problema è che questa NON E’ una democrazia! E’ un’illusione di democrazia, nemmeno troppo nascosta….

      • monrefuge

        invece no, questa è la demokrassia, dove il voto dello scemo rosso vale come il mio, e siccome loro sono di più, la democrazia, che non esiste da nessuna parte, si rivela essere scemocrazia.

        • Macchè democrazia! In democrazia sceglie il popolo, qui non sceglie nessuno: come dice fabio “governi imposti da un ottuagenario con un piede nella fossa”, altro che democrazia!

        • Salvatore Randazzo

          Monrefuge, leggo sempre con piacere i suoi commenti coloriti. Ma a volte non capisco. il voto dello scemo rosso vale come il mio non so come leggerlo. Il rosso è scemo in quanto rosso? O può darsi il caso di un rosso non scemo? E come possiamo rimediare? Facciamo una legge secondo la quale chi è rosso non vota? O se vota vale metà? O aboliamo il voto tout court?

          • monrefuge

            Come in altri temi ho già scritto, la soluzione è una sola: votano solo le persone intelligenti; come riconoscerle? Voto palese: voti a sinistra? sei scemo, il tuo voto non vale e non voterai mai più. Sembra una boutade, magari assurda, ma è la soluzione non cruenta per uscire da questa merda che ha già superato il livello del mento; altrimenti non rimane che l’abbattimento degli ultracorpi.
            Ovviamente solo un “dittatore” potrebbe adottare questa soluzione, perciò approfittiamo del fatto che la merda non ha ancora raggiunto la bocca, per qualche millimetro…

            • Salvatore Randazzo

              Monrefuge, il voto palese o il non voto contraddistinguono paesi in cui pochi di noi preferirebbero vivere. Nel passato mi vengono in mente le dittature del secolo scorso. Nel presente le teocrazie islamiche o quel bel paese che è la Korea del sud. Per quanto mi sforzi, non mi viene in mente un solo paese in cui mi piacerebbe vivere, che applica la ricetta da lei suggerita. D’altra parte non mi pare che ci sia un gran movimento d’opinione in quella direzione. Mi vien da dire che la sua proposta al momento mi pare abbia poco respiro.

              • monrefuge

                Non lo metto in dubbio, e continueremo ad affondare.

              • Salvatore Randazzo

                Korea del nord, ovviamente

          • oly64

            😀 buona fortuna!