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Immaginate di avere un mestolo senza il fondo e di dover riempire d’acqua una botte con quel mestolo. Dopo aver constatato l’impossibilita di raccogliere l’acqua con un mestolo bucato cosa scegliete tra queste soluzioni:

  1. cambiate il vostro profilo facebook
  2. vi suicidate
  3. sperate che qualcosa possa cambiare
  4. partecipate alla giornata del “No ai mestoli senza fondo”

Da La Stampa

Tragica fine anche per la 30enne polacca Anita Betata Rzepecka, uccisa sempre a Bari, e sempre dal proprio uomo, un connazionale di 44 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Un’agonia durata 24 ore in ospedale ha posto fine a una vita segnata dalla paura e dall’incapacità di dire “basta” alle violenze a cui sembrava essersi abituata. Lascia senza parole il movente: schiaffeggiata e fatta cadere, battendo la testa, per non avere lavato i piatti. I fatti risalgono a sabato scorso

 

Gli ultimi episodi di violenza nei confronti delle donne ha riacceso il dibattito sul tema dei femminicidi. «Servono risposte adeguate a chi denuncia la violenza e opportunità concrete di riscatto. Non bastano le campagne di sensibilizzazione per combattere la violenza sulle donne». Ad affermarlo è in una nota ActionAid, dopo l’omicidio di Maria Tino: «Un’altra donna che aveva aderito alla campagna di ActionAid per dire no alla violenza sulle donne ha perso la vita per mano di un uomo. La nostra associazione, suo malgrado, si trova di nuovo citata perché Maria Tino, come Antonietta Di Nunno lo scorso maggio e Arianna Rivara a gennaio, aveva deciso di partecipare alla mobilitazione sui social lanciata il 25 novembre scorso dalla nostra organizzazione cambiando l’immagine del suo profilo Facebook».