Illuminismo differenziato

 

In una rivoluzione, come in un racconto, la parte più difficile è quella di inventare un finale.”

Alexis Henri Charles de Clérel

noto come Alexis de Toqueville

 

Indegno perfino di lustrare le scarpe a questo grande pensatore, mi permetto tuttavia di utilizzare una sua frase, un suo pensiero, nella speranza di portare un minimo di chiarore illuminista che possa attenuare le tenebre di questo secolo buio, tenebre ci stanno avvolgendo via via sempre più. Questo è il secolo delle rivoluzioni ideologiche, delle innovazioni concettuali, dottrinali, mentali, rivoluzioni che immaginano finali idilliaci ma che ci conducono verso lo stesso buio che erode la poca luce rimasta. Perchè i finali idilliaci sono solo immaginari. Per esempio la raccolta differenziata; bella idea sulla carta, bellissima per gli ingenui che credono di aiutare la natura, eccezionale per chi ci guadagna e ci specula sopra. Ma disastrosa per la natura.

Il problema principale della raccolta differenziata sta proprio nella sua stessa essenza: la trasformazione. La natura impone che nulla si possa distruggere o creare ma tutto si può trasformare, tuttavia ogni trasformazione comporta dei costi in termini energetici, costi che sono importanti. Ne avevo già parlato allorquando mi capitò di dare qualche sommaria informazione sui primi due principi della termodinamica:

 

http://calcydros2.altervista.org/523-2/

 

Il problema dunque è proprio questo: trasformare ciò che deriva dalla raccolta differenziata comporta un costo energetico che vanifica i vantaggi che si vorrebbe ottenere da questa raccolta, ma questo particolare viene con molta cura omesso. Vediamo come il video di CONAI descrive il processo di trasformazione e della plastica:

 

 

Che bello, grazie alla raccolta differenziata abbiamo risparmiato 17 milioni di tonnellate di CO2; da cosa rinasce cosa, garantisce CONAI! Intuisco che il processo di differenziazione/riciclo non produce CO2 dunque, e di conseguenza più si ricicla meno biossido di carbonio si immette nell’ambiente. Che straordinaria magia è la raccolta differenziata! Ma ci sono sempre quei due principi della termodinamica che rompono le uova nel paniere e che per gli autori del video sembrano non esistere. Ma queste leggi della natura esistono e non si possono eludere, vediamo allora quali effetti hanno sulla raccolta differenziata e i processi di riciclo.

1) TRASPORTO DEI MATERIALI

Prima della raccolta differenziata tutti la spazzatura veniva messa tutta insieme ed occorre a un solo viaggio dedicato, ora con la differenziazione occorono giocoforza più viaggi dedicati, uno per ogni tipologia di rifiuto differenziato, uno per la plastica, uno per il vetro, uno per la carta; questo trasporti vengono effettuati tramite camion che bruciano combustibili fossili che producono CO2; possiamo tranquillamente affermare che essendo triplicati i viaggi dedicati alla raccolta dei rifiuti, anche la relativa immissione di CO2 nell’aria è triplicata; il filmato parla di una riduzione di 17 mln di tonnellate di CO2.

 

2) SELEZIONE

Il filmato ci mostra che i rifiuti vengono selezionati e separati da un impianto “altamente automatizzato”, vediamo due nastri trasportatori, una specie di gru che prevela il materiale dal primo nastro e lo depositata sul secondo nastro che a sua volta alimenta le macchine che separano la.plastica; ora, a meno che tutto questo impianto non funziona con la polverina di Trilli assorbe energia, e l’energia gli viene fornita da idrocarburi delle centrali termoelettriche che immettono CO2 nell’atmosfera. Questo consumo di energia non ci sarebbe se la plastica venisse smaltita in un inceneritore.

 

3) TRASPORTO DEI MATERIALI 2

 

Il filmato ci nostra dopo la separazione un secondo trasporto via camion;  evidentemente il trattamento viene fatto altrove rebdedo necessario l’utilizzo di mezzi inquinanti come gli autocarri che provederan5a immettere ulteriore CO2 nell’ambiente, ovvio, palese che se i rifiuti venissero portati all’inceneritore questa terza immissione di biossido di carbonio non ci sarebbe.

4) IMPIANTO DI RICICLO

qui il materiale precedentemente preparato viene “trattato meccanicamente’ per produrre scaglie che diverranno nuovi oggetti. E in quindici anni, annuncia solennemente il video, il riciclo ha consentito di risparmiare 17 tonnellate di CO2 in atmosfera. Ora andiamo a vedere, fuori dalla retorica e dalla propaganda, cosa avviene veramente. Tralasciamo il maggiore inquinamento dovuto al triplicarsi del trasporto dei rifiuti e concentriamoci sulla potenza necessaria a fare marciare un impianto di riciclaggio; naturalmente questo video, come tutti quelli del genere, non lo dice né si riesce a trovare in rete questa informazione; per sapere dunque quanto assorbe un impianto di riciclaggio è necessario ricorrere ai cataloghi dei fornitori di tali impianti; prendiamone uno a caso, il primo che mi ha dato Google: COPARM.

LA TRISTE REALTA’

Vediamo ora di quanta energia necessita un impianto di riciclaggio, cominciamo con la separazione dei rifiuti, come mostra il video CONAI la prima fase è quella della separazione:

 

VAGLIO BALISTICO COPRAM a 2 stadi, potenza installata 7.5kW/h + 7.5kW/h

(http://coparm.it/wp-content/uploads/pdf/vaglio_balistico_doppio_stadio.pdf)

 

Poi, dopo la separazione, “il materiale viene confezionato in balle omogenee” che si ottiene tramite apposite presse e una successiva legatura, ancora valutiamo il modello medio utilizzato ad una potenza media.

 

PRESSA PC 100, potenza media 85 Kw/h

 

FILMATRICE PER BALLE potenza ?

 

E poi la riduzione in scaglie che verranno usate per la “produzione di nuovi oggetti”

 

TRITURATORE TR100 modello medio, 75 kW 

http://coparm.it/wp-content/uploads/2015/04/trituratori_aprisacchi.pdf

 

Ora sommiamo la potenza in kW/h che occorre a questo impianto:

7,5 +

7,5 +

85 +

75 =

175 kw/h

Quanta CO2 un bellissimo motore diesel stazionario immette nell’aria OGNI ORA solo per alimentare questo impianto di riciclo? Il gasolio fornisce 11,84 kWh per litro quindi per avere 175 kWh occorre bruciare 175/11,84 = 14 litri di gasolio, ogni litro di gasolio combusto significa 2,6 kg di CO2, quindi quell’impianto immette nell’atmosfera 14 X 2,6 = 36,4 kg di CO2 ogni ora. Dopo 8 ore ha immesso 291 kg di CO2, dopo un anno 105.996 kg di CO2, dopo 15 anni 1.589.952 kg di CO2, ovvero 1.582 TONNELLATE* di merda buttate nell’aria! Ma il video asserisce che in 15 anni sono state risparmiate 17 mln di tonnellate di CO2! Come gli autori del video abbiano calcolato questo dato è un vero mistero! 1.582 tonnellate di CO2 per difetto, perché non si è tenuto conto dei trasporti su camion e del consumo energetico  dei macchinari di supporto come nastri trasportatori, tagliabobine, ecc; 1.582 tonnellate di CO2 per ottenere cosa? Altri manufatti di plastica! 1.582 tonnellate di CO2 per avere tra le palle di nuovo la plastica! Nuova plastica che tra l’altro non può più essere riciclata! Fantastico!

Ricordate? All’inizio abbiamo accennato alle due leggi della natura che impongono un certo inquinamento quando si vuole generare energia, infatti l’inquinamento che deriva dalla raccolta differenziata avviene proprio in funzione di queste due leggi; che a loro volta “prendono ordini” da un’altra legge, detta “Principio di Conservazione della Massa” e formalizzata dal chimico Antoine Lavoisier,  che molto semplicemente dice che la plastica non la posso far scomparire per magia ma posso solamente trasformarla; se la trasformo in altri oggetti avrò bisogno di produrre energia per farlo, ma devo, DEVO ACCETTARE che l’energia che produco mi costerà inquinamento; oppure posso trasformare la plastica in energia, questo mi costa pure inquinamento ma a differenza del riciclo mi restituisce parte dell’energia spesa per costruire la bottiglia di plastica e mi riduce l’attività del motori diesel stazionari delle centrali termoelettriche e mi produce calore per l’inverno eliminando centinaia di impianti domestici.

Chiudiamo con questa perla della disinformazione, cioè dare notizie vere per veicolare giudizi o, come in questo caso, forviare la percezione di un pericolo:

Certo amici di FQ, un inceneritore non produce solo vapore acqueo…ma chi l’ha mai detto? Non è che la domanda ve la siete fatta voi per poter ingenerare il dubbio che qualcuno non dica la verità sui termovalorizzatori, ovvero  per evidenziare che inquinano? E magari per dare forza a questa vostra rubrica dedicata ai veleni….

Cari amici di FQ solo le centrali nucleari immettono nell’ambiente SOLO vapore acqueo, mi dispiace! Le scorie nucleari? Il poco materiale di scarto che le centrali nucleari producono sono un non  problema che ha una facilissima soluzione, basta solo VOLERLO risolvere! Come diceva Toqueville bisogna stare attenti ai finali, sopratutto ai finali delle storie di energia che non sono mai a lieto fine!

 

*Il calcolo è empirico per due motivi:

1) beneficio della comprensibilità

2) è’ del tutto inutile sviluppare un computo rigoroso, poichè chi ha fede nella raccolta differenziata e nelle fake che la sostengono ignorerebbe a priori  qualsiasi dimostrazione indipendentemente dal grado di rigore scientifico.

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_della_conservazione_della_massa_(chimica)

https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_conservazione_dell%27energia

https://it.wikipedia.org/wiki/Entropia

https://it.wikipedia.org/wiki/Entalpia

https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della_termodinamica

https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_principio_della_termodinamica

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/19/inceneritori-quello-di-copenaghen-non-produce-solo-vapore-acqueo-lo-dice-la-stessa-azienda-emissioni-al-minimo/4776998/

 

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